Il percorso spirituale dell’adepto è spesso associato alla metafora della salita verso la cima della montagna.
Un’ascesa faticosa verso gli elementi aria e spazio, purificatori e liberatori dai pesi fisici ed emozionali. Un’immagine in cui tutti ci riconosciamo, soprattutto nelle fasi della vita in cui il traguardo anziché approssimarsi sembra svanire, e con esso la liberazione dalla fatica e dalle preoccupazioni.
Nella tradizione filosofica induista e buddista, è ricorrente la figura della discesa consapevole, il ritorno alla realtà e alla integrazione risignificata nella quotidianità.
Secondo il filosofo buddhista Nagarjuna (II-III sec. d.C.) non c‘è bisogno di restare sulla vetta, perché una volta compresa la verità, la valle stessa diventa sacra quanto la cima.
Riflessione che conduce all’ideale del Bodhisattva (colui che cerca il risveglio per il bene di tutti gli esseri) che pur avendo raggiunto la liberazione (moksa) sceglie di ritornare alla mondanità per aiutare il prossimo.
Portare la luce interiore nel mondo, ritornare verso l’elemento terra.
Per gli Induisti, il sacro monte Meru rappresenta non solo l’Axis Mundi ma è anche il nome che viene dato alla colonna vertebrale, Meru Danda, sostegno fisico e esistenziale del nostro corpo, elemento centrale per la pratica dello yoga e la fisiologia dei Chakra.
Nella decima tavola dello Zen, allegoria buddhista del XII secolo sulle tappe del cammino verso l’illuminazione, si legge che dopo aver raggiunto la vetta, il saggio non resta in contemplazione e isolamento ma torna tra la gente comune, nelle taverne e nei mercati, per irradiare la sua presenza senza che nessuno di accorga che è illuminato.
Un’altro percorso canonico è la circumambulazione (Parikrama), atto rituale di camminare in cerchio intorno a un oggetto sacro, un simbolo o un luogo sacro, per esempio il monte Kailash, considerato l’Axix Mundi, come purificazione del Karma.
La vetta non è più da conquistare ma venerare perché dimora delle divinità.
Marcatamente iconico il sigillo conclusivo: Bhumisparsha Mudra, il gesto di toccare della terra, che rappresenta il momento esatto dell’illuminazione di Siddharta Gautama sotto l’albero della Bodhi.
